Alma Memoria, l’arte di Bosoletti a Casamale

Alma Memoria - progetti

“Alma Memoria” si chiama l’ultima opera dello street artistargentino Francisco Bosoletti e da qualche giorno incanta residenti e visitatori del Casamale, il caratteristico borgo antico cinto da mura aragonesi, a Somma Vesuviana. Si allunga così, in Campania, l’elenco dei suggestivi lavori dell’artista di fama internazionale: Alma Memoria arriva dopo la “Partenope” di Materdei, i volti di donna del “Giardino liberato”, “Resis-tiamo” sulla facciata della basilica di San Vincenzo alla Sanità, “La Rinascita” di Ariano Irpinio e Iside, l’immenso murale nel cuore dei Quartieri Spagnoli, omaggio alla Pudicizia di Antonio Corradini conservata nella cappella di Sansevero. Per non dire del restauro del volto del murale di Maradona che svetta proprio di fronte alla sua Iside.

Murale sul Solimena rubato

L’Alma Memoria di Somma Vesuviana non è semplicemente un’opera d’arte ma la rivisitazione di un antico dipinto perduto. Una tela trafugata nel 1975 dalla chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore nel borgo Casamale di Somma Vesuviana. Il dipinto, attribuito alla scuola di Francesco Solimena, tra i massimi esponenti del barocco napoletano, fu rubato da ignoti dalla cappella dei nobili Viola che nella Collegiata è dedicata a San Nicola. Unica testimonianza di quell’opera era una foto in bianco e nero negli archivi di casa di Domenico Russo, medico e storico che ha saputo tramandare la sua passione per le tradizioni e la ricerca al figlio Tani, 25 anni e una freschissima laurea in medicina.

L’ho trovata per caso – spiega Tani – mentre ero intendo a studi sulla Collegiata in vista della Feste delle Lucerne.

Ritrovare l’immagine del dipinto e decidere di riportarlo in qualche modo “a casa” è stato tutt’uno. Tani Russo fa parte del collettivo Tramandars, nome evocativo che si è dato la missione di tramandare storia e cultura.

Abbiamo contattato Bosoletti con una mail e l’artista si è subito detto entusiasta.

Così, i giovanissimi ragazzi del collettivo si sono dati da fare, innanzitutto organizzando eventi che potessero innescare una sorta di raccolta fondi “popolare”. “Così ciascuno potrà dire di sentire sua l’opera” – racconta Tani. Poi, individuando la facciata dove oggi campeggia il murales: l’hanno messa a disposizione, entusiasti, i proprietari che sono noti ristoratori della zona. E infine l’artista argentino – anche lui giovanissimo – è arrivato a Somma Vesuviana e ha cominciato a lavorare sui ponteggi eretti al Casamale integrandosi con la comunità del borgo antico. Meno di dieci giorni ed ecco l’opera che rivisita il dipinto attribuito a Solimena e alla sua scuola. In bianco e nero, per scelta. Come l’unica immagine esistente.

L’Immacolata di Bosoletti ha il volto di una giovane donna di Pompei della quale non è stato rivelato il nome. “Doveva essere una donna vesuviana, perché la si sentisse più nostra” – spiega Tani. Accanto a lei, un San Nicola il cui volto ha le fattezze di un sommese doc, componente dell’associazione di Santa Maria a Castello. “Non vogliamo dire i nomi – precisa Tani– perché è bello che tutti si interroghino, trovino somiglianze, lo scoprano da soli“.

Così, infine, Alma Memoria è stato inaugurato con tutti i crismi, le persone hanno affollato il borgo per ammirarlo e le istituzione erano in prima linea, in un disvelamento dell’opera la cui suggestione è stata aumentata dai danzatori della scuola del Maestro Angelo Parisi.

Il Casamale riparte, come volevano i ragazzi di Tramandars, dalla bellezza. Dal 3 agosto, i visitatori del Borgo che arriveranno per la festa delle Lucerne che si tiene ogni quattro anni, potranno ammirare anche la testimonianza del genio di Bosoletti il quale non ha voluto rendere parte all’inaugurazione né rilasciare dichiarazioni: è l’opera a parlare per me.

Alma Memoria però non è solo un’opera d’arte, meno che mai soltanto un murales. “È anche una foto segnaletica, un identikit – dice Tani Russo- perché semmai quale dipinto rubato comparisse un giorno in qualsiasi parte del mondo, si possa riconoscerlo grazie alla rivisitazione che oggi tutti possono ammirare al borgo Casamale“.

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